Probabilmente hai già sentito parlare di questo gioco: prendi un bagno buio, spegni la luce, ti metti davanti allo specchio e pronunci tre volte Bloody Mary davanti allo specchio, poi, secondo la leggenda, nello specchio compare lentamente una donna con il viso insanguinato

Questo è uno dei giochi allo specchio più famosi al mondo, Bloody Mary. È quasi un appuntamento fisso delle feste in pigiama di Halloween (slumber party), e per molti bambini è l'horror per principianti che faceva paura ma che volevano provare. Ma ti sei mai chiesto chi sia davvero Bloody Mary? Da dove viene questa leggenda?

Per spiegarlo bene bisogna separare due cose: primo, come è nato questo rituale; secondo, quanto siano affidabili i cosiddetti prototipi storici che vengono spesso citati

Come si gioca al rituale: specchio, buio, ripetere il nome

Parliamo prima del rituale di Bloody Mary in sé

Le versioni del gioco sono molte, ma gli elementi centrali sono più o meno fissi: entrare in un bagno buio (alcune versioni dicono di accendere le candele, la maggior parte dice di spegnere direttamente la luce), mettersi davanti allo specchio e ripetere Bloody Mary—— il numero di ripetizioni non è fisso, c'è chi dice tre volte, chi tredici, chi quarantasette, finché lei non risponde

C'è anche un dettaglio molto importante: di solito questo gioco non si fa da soli, ma in gruppetti di ragazze. Una stanza piena di persone, luci spente, ci si spinge a vicenda, nessuna osa essere la prima a mettersi davanti allo specchio, e tutte vogliono vedere cosa succede davvero

Questo comportamento in cui un gruppo si crea apposta la paura ha un nome specifico per i folkloristi: legend trip—— cioè cercare deliberatamente un'esperienza di paura controllata e sicura. Bloody Mary è il legend trip più tipico

Il prototipo storico più citato: Maria I d'Inghilterra

Quando si parla di chi sia Bloody Mary, la risposta più citata è la regina d'Inghilterra Maria I (Mary I of England, 1553–1558)

Maria I era figlia di Enrico VIII e della prima moglie Caterina d'Aragona. Dopo essere salita al trono, voleva riportare l'Inghilterra al cattolicesimo con metodi molto duri —— secondo le cronache, durante il suo regno circa trecento protestanti furono bruciati. Per questo periodo sanguinoso i suoi oppositori le diedero un soprannome: Bloody Mary. Questo soprannome esiste davvero nella storia

Quindi il nome Bloody Mary ha davvero un'origine storica reale e sanguinosa. Ma —— attenzione a questo ma—— i folkloristi sottolineano ripetutamente che tra la regina Maria I e il gioco di spegnere la luce e guardarsi allo specchio non esiste alcun legame diretto e certo. Lei è solo la proprietaria più famosa del nome Bloody Mary, ma collegarla al gioco dello specchio è più che altro un'immaginazione e una ricostruzione posteriore, senza fonti storiche che possano confermarlo

Un'altra versione: Mary Worth

Oltre alla regina d'Inghilterra, c'è un'altra versione più aderente al gioco dello specchio —— Mary Worth

Questa versione dice che Mary Worth era una strega di una leggenda nordamericana: si diceva che fosse stata ingiustamente accusata e condannata a morte, e che dopo la morte il suo spirito vendicativo dimorasse nello specchio; chiunque vi si guardasse avrebbe avuto sfortuna, e si diceva persino che rapisse i bambini. La sua caratterizzazione di fantasma vendicativo nascosto nello specchio corrisponde davvero meglio all'immagine di Bloody Mary che appare nello specchio

Ma questa teoria regge a malapena: leggenda o no, il nome di Mary Worth non compare in alcuna fonte storica attendibile (per esempio, non è nella lista delle esecuzioni del celebre processo alle streghe di Salem); sembra più un personaggio inventato e abbellito in seguito per spiegare perché il fantasma sia proprio quello nello specchio

Ci sono anche altre versioni

Oltre a queste due, Bloody Mary viene spesso collegata ad altri personaggi storici

Per esempio, la contessa ungherese Elizabeth Báthory, che secondo la leggenda popolare faceva il bagno nel sangue di giovani donne per conservare la giovinezza, è definita da alcuni una figura spietata alla Bloody Mary; altri sostengono che il modello sia Maria Stuarda, regina di Scozia, o una donna senza nome uccisa ingiustamente

Scoprirai che le versioni sono moltissime; questo dimostra proprio una cosa: Bloody Mary non è un personaggio storico preciso, ma piuttosto un contenitore: tutti hanno infilato in questo nome le storie cruente e spaventose che conoscevano

Cosa ne pensano i folkloristi: in realtà non è così antica

Allora, mettendo da parte questi modelli storici, quanto è antico davvero il gioco dello specchio di Bloody Mary?

La risposta potrebbe sorprenderti: non è così antica; gli studiosi di tradizioni popolari hanno notato che la prima testimonianza scritta che lega il nome Bloody Mary all'evocazione di un fantasma guardandosi allo specchio risale solo agli anni Settanta

Naturalmente, la tradizione di fondo del guardarsi allo specchio è molto più antica e transculturale; nelle antiche superstizioni europee lo specchio è sempre stato un oggetto medianico: molti credevano che guardarsi allo specchio al buio potesse far vedere il proprio futuro e persino il volto dei defunti; questa antica credenza che a luci spente lo specchio riveli un altro mondo è il terreno su cui Bloody Mary è cresciuta ed è stata tramandata di bocca in bocca dai bambini di tutto il mondo

In altre parole: Bloody Mary è cresciuta da un misto di antica superstizione dello specchio e moderno gioco del nome; ciò che è antico è la paura di guardarsi allo specchio, ciò che è nuovo è il nome Bloody Mary e il rituale di pronunciarlo tre volte

Perché proprio Mary e proprio lo specchio?

Per concludere, una domanda naturale: perché proprio Mary e perché proprio lo specchio?

Lo specchio è facile da capire: al buio guardarsi allo specchio spaventa per natura; e se quello nello specchio non fossi io? L'antica superstizione aveva già preparato uno sfondo terrificante per lo specchio

E poi c'è Maria: primo perché il nome Bloody Mary ha davvero una proprietaria reale e sanguinaria (Maria I), il che dà alla leggenda il peso di una cosa realmente esistita; secondo perché Bloody Mary, Bloody Mary, Bloody Mary ha un ritmo bizzarro, più lo ripeti più ti prende, perfetto per questo rituale in cui si recita il nome finché non arriva il fantasma. Un nome facile da dire, che ti fa spaventare da solo mentre lo ripeti: questo mix si è tramandato di generazione in generazione

Un'ultima cosa

La cosa più affascinante di Bloody Mary non è se sia vera, ma perché sia sopravvissuta così a lungo

Non è un fantasma vero che ha bisogno di prove storiche, è un gioco dello spaventarsi tutti insieme: luci spente, intorno allo specchio, chi pronuncia per primo quel nome per primo si copre di pelle d'oca, e poi un gruppo di persone urla e ride in coro. I folkloristi lo chiamano legend trip, che tradotto significa: siamo un gruppo di persone che cercano un po' di brivido sapendo che in realtà è tutto sicuro

Quindi, quando a Halloween si racconta Bloody Mary, non si parla affatto di quel fantasma femminile. Si parla del buio davanti allo specchio, di quel nome ripetuto tre volte, di quei secondi in cui si spegne la luce, ci si stringe in pochi e il cuore accelera. Fa paura, ma il suo modo di spaventare ti fa capire proprio questo: non sei l'unico ad avere paura. È probabilmente il motivo per cui, dagli anni '70, è arrivato fino a oggi senza passare di moda